Il salto in alto alle Olimpiadi di Tokio 1964
La giornata fredda ed umida non è certo adatta a grandi prestazioni in una specialità, soprattutto molto tecnica come il salto in alto.
In pedana si rinnova il duello tra il sovietico Valerji Brumel e lo statunitense John Thomas, due grandi interpreti dello scavalcamento ventrale; in gara anche altri outsiders alla ricerca del salto della vita, come era successo quattro anni prima a Roma, quando il sovietico Shavlakadze si era aggiudicato l’oro sorprendendo i due campioni. Stavolta da terzo incomodo si veste o meglio salta John Rambo che alla misura di 2.14 si trova inaspettatamente al comando della gara.
Ma la gara è avviata a concludersi con i due atleti più attesi. Alla misura di 2.18, valicata alla prima volta, Brumel e Thomas rimangono soli a giocarsi il titolo. La misura successiva di 2.20 è fatale ad entrambi.
Brumel vince l’oro, Thomas per il maggior numero di falli si consola con l’argento: 2.18 per entrambi, una misura non esaltante per il valore dei due atleti.



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